Il regista e sceneggiatore russo Svyatoslav Podgayevskiy mette in scena una pellicola horror che piacerà agli amanti delle storie di possessioni e fantasmi.
La particolarità di questo film, interpretato egregiamente dai giovanissimi Victoria Agalakova, Vyacheslav Chepurchenko e la straordinaria Aleksandra Rebenok, sta nella struttura stessa del film.
Infatti lo spettatore è inizialmente stranito di vedere sullo schermo un film ambientato nell'ottocento quando si aspettava di vedere una storia contemporanea. Questo artificio però è necessario per catapultarci in quella sensazione sinistra tanto cara a chi ama film sui fantasmi. In quel periodo in Russia, ma anche in Italia (almeno così ci risulta da alcuni racconti) era in voga un'usanza macabra: fotografare i morti ad occhi chiusi disegnandoli sopra ( in Italia si racconta addirittura che per fare queste foto mettevano gli spilli agli occhi per tenerli aperti) per far si di sconfiggere la morte e che lo spirito rimanesse vicino ai congiunti... ma questo film si spinge oltre!!! molte sono le leggende che dicono che le macchine fotografiche, soprattutto quelle dell'ottocento
che stampavano direttamente su una lastra di vetro e provocavano un' esplosione al momento dello scatto, potessero imprigionare l'anima proprio come nel caso di questo film, in cui il fotografo colpito dalla perdita della moglie,giovane sposa,decide di ritrarla con l'abito bianco e di compiere un rito raccapricciante: rinchiudere in una bara una giovane illibata insieme alla defunta e grazie alla lastra fotografica riportarla in vita in una sorta di possessione.
Quindi fin da principio siamo di fronte ad un'atmosfera paurosa ed ostile e iniziamo a capire cosa ci aspetterà per tutto il resto della durata del film anche se,subito dopo,grazie ad uno stacco nero improvviso ci ritroviamo in un'aula universitaria luminosissima ed iniziamo a conoscere i veri protagonisti del film... ma non preoccupatevi poco dopo il film si tingerà nuovamente di tinte scure e ci riporterà in quella vecchia casa che il vostro occhio, di fini osservatori, riconoscerà immediatamente.
Da questo momento tutto torna ad essere terribilmente e spaventosamente horror grazie ad una scenografia curata nei minimi dettagli, dai quadri inquietanti affissi alle pareti logore, alle tende bianche che si agitano nel freddo vento russo per non parlare dei costumi adeguati al tema ed al gioco di luci ed ombre che incorniciano al meglio questo dipinto horror.
Anche la sceneggiatura è di buon livello, i dialoghi non sono banali o scontati e la storia regge bene, grazie al preambolo iniziale.
Il culmine del film lo troviamo nell'ultima mezz'ora quando, quella che era solo un'atmosfera horrorrifica si trasforma in realtà per i giovani sposi; quello che, fino ad ora, erano state allucinazioni o incubi arrivano ad essere concreti così come lo è la sensazione di paura che si sviluppa nello spettatore...
A CHI LO CONSIGLIAMO?
Questo lungometraggio è sicuramente consigliato a chi ama l'horror e a chi vuole sperimentare un cinema diverso da quello americano in cui la paura è trasmessa dalle espressioni degli attori e dall'atmosfera più che dai costosi effetti in CGI. E' un lungometraggio che ci sentiamo di consigliare a chi ha amato film come "the others " o film di atmosfera horror degli anni '90 ed ha voglia di spingersi oltre i propri limiti. Infine lo consigliamo a chi ha voglia di vedere una bella possessione degna delle migliori pellicole.




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